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Le pagelle di The Voice: l’incubo prosegue, contro il Chievo Verona si salva solo Rispoli

L’ennesimo treno è passato, e il Palermo è rimasto lì, mestamente sulla banchina a vederlo passare. Persino l’onesto e diligente Chievo, tranquillo e senza alcun assillo di classifica, tratta il Barbera come il prato di casa propria, lasciando tutti senza più argomenti nè parole. La squadra di Maran ha vinto quasi senza colpo ferire, sfruttando al meglio i “suicidi” di una squadra rosanero prigioniera di se stessa e dei suoi fantasmi, e limitandosi a giocare il suo calcio essenziale e ordinato. Nemmeno l’effetto taumaturgico dell’arrivo di Corini è riuscito a rompere l’incantesimo di Viale del Fante, e a questo punto occorreranno nuovi argomenti per continuare a credere che il destino che appare segnato possa essere ribaltato. Ecco i voti dei giocatori rosanero.

POSAVEC  6: Subisce senza colpe due reti determinate dagli errori dei compagni di reparto. Il resto lo fa con la solita attenzione e precisione.

CIONEK  6: Il meno peggio del pacchetto difensivo. Il polacco gioca con gagliardia e volontà per tutta la partita, cercando anche di rendersi utile in fase di spinta accompagnando le azioni di Rispoli. Bravo anche in un paio di chiusure.

GOLDANIGA  4: In quello scellerato passaggio all’indietro che regala a Pellissier la gioia del centesimo gol in serie A e al Chievo la partita, è condensato tutto il campionato del Palermo. Una scelta tattica e tecnica talmente incomprensibile e folle da sembrare surreale. Chiariamo subito una cosa: Goldaniga non è alla prima partita in serie A, sappiamo benissimo come gioca, e sappiamo altrettanto bene che quell’errore non è farina del suo sacco. E’ il frutto di una situazione confusa e critica, nella quale i giocatori – anche i più affidabili come lui – sentono sulle spalle un peso tale da annebbiare riflessi e pensieri in ogni fase del gioco. Corini ha fatto benissimo a sostituirlo, e siamo certi che si adopererà nei prossimi giorni per recuperarlo mentalmente e fargli dimenticare questa giornata da incubo. (BRUNO HENRIQUE  5,5: Si dà un gran daffare, ma sbatte contro il muro giallo del centrocampo del Chievo senza riuscire a trovare la verticalizzazione giusta.)

ANDELKOVIC  4,5: Meggiorini è avversario abrasivo e tosto, e lo sloveno lo soffre per tutta la partita. Regala il primo gol al Chievo con un intervento tanto sgraziato quanto sfortunato, e nel secondo tempo va un paio di volte in confusione.

RISPOLI  6,5: Il voto è un premio doveroso per la sua incrollabile volontà, che lo porta a macinare chilometri e chilometri nella ripresa nel disperato tentativo di caricarsi sulle spalle tutta la squadra. Mette paura a Sorrentino con una incursione a testa bassa in area di rigore, e fino all’ultimo secondo cerca disperatamente il cross giusto.

HILJEMARK  4,5: Dopo i tenui bagliori fiorentini, la luce del biondo svedese si spegne di nuovo. De Guzman, non propriamente un fenomeno, lo porta letteralmente a spasso per tutta la partita. (SALLAI 4,5: Troppo giovane, troppo inesperto, troppo fragile per una partita così. Troppo.)

JAJALO  5,5: Conferma i bei segnali messi in mostra a Firenze, ma i nodi vengono prepotentemente al pettine quando dalla fase di contenimento si deve passare a quella di costruzione. Ammirevole comunque per come mette sempre la gamba in ogni contrasto e per la sua voglia di non arrendersi sino all’ultimo. Sbaglia a non lasciare a Diamanti la punizione dal limite nella ripresa.

CHOCHEV  4,5: Anche lui come Hiljemark naufraga miseramente sotto le ondate di piena del centrocampo clivense. Gira praticamente a vuoto per tutta la gara, cercando di contenere Castro e non trovando mai i giusti tempi di inserimento senza palla. (DIAMANTI  sv: Ha troppo poco tempo per incidere su una gara già decisa, e onestamente mi sarebbe piaciuto vederlo prima in campo. Abbiamo fiducia nelle scelte di Corini, ma il rilancio eventuale del Palermo non può non passare dai suoi piedi.)

ALEESAMI  4,5: Forse la sua peggior partita in rosanero. La sua titubanza in entrambe le fasi di gioco fa sembrare il volenteroso Frey più simile a Sergio Ramos. Non trova nemmeno la giusta misura nei cross, tanto che nella ripresa il Palermo sceglie di attaccare quasi sempre solo a destra.

QUAISON  4,5: Come Hiljemark, dopo la parentesi di Firenze torna il giocatore che ricordavamo. Ha il merito, non banale, di costringere Sorrentino all’unica vera parata della sua gara, ma oltre a quello non si fa notare per nulla di rilevante. Addirittura invisibile o quasi nella ripresa.

NESTOROVSKI  6: Lo premiamo perchè è ora più che mai uno dei pochi che si danna l’anima (e si prende un mare di botte!) per provare a cambiare i destini di questo Palermo. Non ha praticamente mai un assist decente da nessuno, e a poco servono i chilometri che macina nel tentativo di andarsi a prendere palloni puliti lontano dai difensori centrali avversari. Ormai in serie A lo conoscono e lo temono, e il “non-gioco” del Palermo aiuta gli allenatori ad isolarlo e tenerlo lontano da rifornimenti pericolosi.

ALL.CORINI  6: Sceglie la linea della continuità, premiando gli uomini scesi in campo a Firenze. Una scelta comprensibile e anche logica, ma che si scontra ben presto con l’evidenza di una squadra poco propositiva e troppo scolastica. I cambi non portano gli effetti sperati, anche se onestamente la scelta del giovane e inesperto Sallai in quel momento della partita ci è sembrata azzardata.

CHIEVOVERONA (4-3-1-2): Sorrentino 7; Frey 7,5, Dainelli 7, Gamberini 7, Gobbi 7; Castro 6,5 (Izco sv), Radovanovic 7, De Guzman 7; Birsa 7,5; Pellissier 7,5 (Inglese sv), Meggiorini 6,5 (Rigoni sv). All.Maran 8.

About Giuseppe D'Agostino

Giuseppe D’Agostino, classe 1966, svolge parallelamente da quasi vent’anni le attività di docente e di giornalista sportivo. Nel 2000 diventa giornalista pubblicista e radiocronista delle partite del Palermo per il gruppo editoriale del Giornale di Sicilia. Dal 2016 passa a Radio Action. Nel 2013 ha scritto il libro “La mia voce rosanero” e nel 2015 ha tagliato il traguardo delle 600 radiocronache in carriera.