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Le pagelle di The Voice: il primo miracolo di Corini è targato Diamanti e Trajkovski

Il calcio, si sa, è metafora della vita. E in entrambi i mondi, apparentemente così distanti tra loro, capita che certe situazioni si chiudano misteriosamente nei luoghi in cui si sono aperte. E così il Palermo che sembrava essersi spento e annullato dopo il pareggio di Bruno Fernandes contro la Sampdoria, è rinato e risbocciato in quello stesso stadio, contro l’altra squadra di Genova, e sempre con un gol nel finale, ma stavolta per noi. Un gol che non è valso un pareggio ma addirittura una incredibile e insperata vittoria, arrivata dopo che sull’1-3 per i padroni di casa, i rosa erano davvero in bilico sul ciglio di un burrone senza fondo. E’ stata una vittoria meritata, ed è stata la vittoria di Corini. Perchè il tecnico rosanero ha azzeccato tutte le mosse, ha tenuto la squadra costantemente attenta in campo, e soprattutto le ha dato un’impronta di gioco più semplice, più definita e più adatta alle caratteristiche dei giocatori. Il suo lavoro, sia a livello tecnico che mentale, comincia a far breccia nella testa dei calciatori, e anche l’impiego parziale di Diamanti (così difficile da accettare istintivamente) ha assunto stasera una motivazione precisa. Adesso occorre dare continuità a questa grande impresa, perchè il cammino è ancora lungo, e perchè quei primi venti minuti di amnesia totale – e difensiva in particolare – se non corretti potrebbero vanificare tutto quello che Corini sta cercando di ricostruire. Perchè se siamo riusciti a ribaltare un’1-3 in un 4-3 in trasferta in venti minuti (al netto della sciagurata condotta di gara del Genoa, che ha alzato troppo presto le mani dal manubrio prima del traguardo!) riprendere 5 punti all’Empoli è un’impresa che non può e non deve farci paura. Ecco i voti dei nostri ragazzi, finalmente vincenti.

POSAVEC  6,5: Fa tre parate-chiave in tre momenti delicatissimi della partita, tenendo miracolosamente a galla la barca che stava affondando: nel primo tempo su colpo di testa di Burdisso e nella ripresa due volte su Lazovic. Nulla può sui tre gol che subisce, e anzi prima del terzo dice ancora no a Ninkovic tutto solo davanti a lui.

CIONEK  5,5: I primi venti minuti sono da film horror. Laxalt e Ninkovic lo smontano e lo rimontano a piacimento, puntandolo con continuità ed efficacia e trovando spazi invitanti. Con il passare dei minuti ritrova fiducia e lucidità, e soffre sempre meno. (TRAJKOVSKI  8: Il ritorno che attendevamo davvero da tanto. Il suo impatto sulla partita è devastante, e non solo per la rasoiata di rara precisione che regala al Palermo la vittoria, ma perchè finalmente la squadra ha un attaccante in più che si integra alla perfezione con Nestorovski. Entra in campo con la voglia e la determinazione giusta, e fa letteralmente saltare in aria la difesa genoana.)

GOLDANIGA  6,5: Il calcio è meraviglioso anche perchè in esso possiamo trovare intere storie e intere vite cambiare in novanta minuti. Edo era reduce da una partita da incubo, sostituito anzitempo per un errore che di fatto aveva seppellito una partita forse recuperabile. E anche a Genova l’incubo era proseguito, materializzandosi sotto forma di uno scatenato argentino con il numero nove, che per ben due volte lo aveva incenerito. Ma proprio quando sembrava che il giovane difensore rosanero fosse sul fondo della sua personale buca, ecco quella palla fatata di Diamanti, e la sua testa che altrettanto magicamente spunta in mezzo a tante. Un gol che ha riaperto la strada alla rimonta, ma che soprattutto ha riaperto la strada a questo ragazzo talentuoso e capace, che con le sue lacrime ha liberato quella parte di paura che lo soffocava, e ha liberato in noi la gioia per un campione forse ritrovato.

ANDELKOVIC  5,5: Soffre tantissimo contro Rigoni e Lazovic, che gli tolgono ogni punto di riferimento fisso e lo costringono a giocare quasi sempre fuori posizione. Lo sloveno si rifà con gli interessi in area di rigore avversaria: sulle palle inattive è infatti sempre pericoloso e su un suo ennesimo stacco di testa nasce il prezioso gol di Rispoli.

RISPOLI  6,5: Anche lui come Cionek viene travolto dalle folate offensive del Genoa a sinistra, e tarda parecchio ad entrare concretamente in partita. Poi però si scuote e diventa protagonista, come lui sa fare. Fino al gol da urlo del 3-3, un condensato di esperienza e furbizia più da attaccante che non da difensore. Un giusto premio a chi questa maglia l’ha onorata sempre, ogni minuto che l’ha indossata.

GAZZI  6,5: Avere un uomo d’ordine vero come lui a centrocampo è una garanzia. L’ex granata non si vede molto, ma si sente sia in termini di dinamismo che di copertura. Sempre pronto sulle palle vaganti, è uno dei primi a remare con forza per consentire al Palermo di uscire dall’angolo dove il Genoa lo aveva chiuso nei primi venti minuti e guadagnare metri e inerzia.

JAJALO  5:  Prova opaca per il bosniaco, che non riesce quasi mai a trovare i tempi giusti per le coperture in mezzo al campo. Soffre tantissimo Rigoni, tanto da doverlo fermare spesso con le cattive, quando ci riesce. Un passo indietro che però non deve far dimenticare i buoni segnali mostrati da quando c’è Corini sulla panchina rosanero. (HILJEMARK  6: Buttato nella mischia da Corini nel momento più delicato della gara, lo svedese fa il suo compito senza strafare ma nel contempo senza sbagliare un pallone. Il che è già un passo avanti non da poco rispetto al recente passato.)

ALEESAMI  5,5: Il duello con Lazovic è di quelli tosti, perchè il serbo gli tiene botta sia sul piano del dinamismo che su quello fisico. Haitam ha il torto di lasciarsi un po’ intimidire dall’avversario diretto, concedendogli troppo spazio e rinunciando a puntarlo come forse avrebbe dovuto, visto che quando lo fa lo manda a gambe all’aria. Preziose alcune sue diagonali difensive e importante comunque il suo apporto anche negli assalti finali alla porta di Perin.

BRUNO HENRIQUE  6,5: Nella prima mezz’ora da incubo dei rosa, lui è l’unico insieme al solito Nestorovski che sembra avere in corpo quella rabbia e determinazione necessarie per lottare. Si industria per rendersi utile in pressing e lotta in mezzo al campo senza mai fermarsi. La posizione avanzata gli permette giocate più efficaci, e un paio di assist al bacio avrebbero meritato miglior uso da parte di Quaison e Nestorovski. (DIAMANTI  7,5: Un lampo nella notte. Sostituisce il pur bravo Bruno Henrique e spacca letteralmente in due la partita con la sua classe e le sue giocate. La punizione disegnata per la testa di Goldaniga, ma soprattutto il pressing intelligente ed efficace, da cui nasce proprio quella palla recuperata che porta al gol di Trajkovski. Se questo utilizzo part-time sia concordato con Corini non lo sappiamo: ciò che certamente invece sappiamo, è che questo Diamanti è ciò di cui abbiamo bisogno per continuare a sperare nella salvezza.)

QUAISON  6: Praticamente la sua partita si condensa tutta in quella incredibile serpentina in area che ha portato il gol dell’1-1. Prima e dopo quel guizzo, lo svedese si vede poco o nulla in fase offensiva, facendo ancora una volta meno di quando onestamente ci aspetteremmo da lui. Ma permetteteci, almeno stavolta, di perdonarlo e di far valere quel gol pesantissimo una sufficienza piena.

NESTOROVSKI  7: Erano passati quasi cento minuti di gioco, e lui era ancora lì al limite dell’area genoana a correre come un tarantolato inseguendo tutti gli avversari in pressing. Quali forze ed energie misteriose abbia questo ragazzo non lo sappiamo, ma certo è che abbiamo visto davvero pochi giocatori con la sua generosità e la sua intensità. Mai domo anche nei momenti in cui nel Palermo in campo si spegneva la luce, Ile ha l’unico torto di divorarsi un gol clamoroso sull’1-1, ma si rifa abbondantemente alla fine, conducendo con lucidità e precisione il contropiede della vittoria.

ALL.CORINI  10: Lo abbiamo rivisto ancora in mezzo al campo, al triplice fischio finale, in mezzo ai suoi giocatori. Ma questa volta non per consolare cuori afflitti o arringarli dopo una bruciante sconfitta, ma finalmente per raccogliere i loro abbracci festanti dopo una vittoria che è come la fine di un orrendo incubo. Una vittoria che il nostro ex capitano deve sentire anche e soprattutto sua: la squadra sta rispondendo alla grande alle sue sollecitazioni, e a Genova ha finalmente mostrato un gioco più efficace e movimenti che hanno permesso di avvicinarsi alla porta avversaria più volte in una sola gara di quanto non si sia riuscito a fare nelle ultime dieci. I cambi sono stati assolutamente perfetti per scelta di uomini e tempismo, e anche il cambio di modulo finale si è rivelato efficace.

GENOA (3-4-2-1): Perin 3; Izzo 6,5 (Pandev sv), Burdisso 5, Munoz 5; Lazovic 6, Cofie 5,5, Veloso 6 (Ntcham 5), Laxalt 7 (Edenilson 6); Rigoni 6, Ninkovic 6,5; Simeone 8. All.Juric 4

About Giuseppe D'Agostino

Giuseppe D’Agostino, classe 1966, svolge parallelamente da quasi vent’anni le attività di docente e di giornalista sportivo. Nel 2000 diventa giornalista pubblicista e radiocronista delle partite del Palermo per il gruppo editoriale del Giornale di Sicilia. Dal 2016 passa a Radio Action. Nel 2013 ha scritto il libro “La mia voce rosanero” e nel 2015 ha tagliato il traguardo delle 600 radiocronache in carriera.