SNAI CAMPOLO PALERMO

Le pagelle di The Voice: Gazzi, Alino e Nesto lottano, è Posavec a salvare il primo punto al Barbera

Mettetevi il cuore in pace. Sia dal punto di vista linguistico che da quello medico. Perchè il destino del Palermo continua ad essere legato a doppio filo ai minuti finali delle partite, e c’è da credere che anche nel prosieguo del campionato ancora altre volte capiterà di gioire o disperarsi a pochi istanti dal fischio finale. Il gol a Bergamo, quelli subiti dalla Sampdoria e dalla Fiorentina, quello segnato al Genoa. E stasera prima il rigore di Biraghi e poi la parata decisiva e mozzafiato (in senso letterale!) di Posavec su Memushaj. Se prima della partita del Ferraris qualcuno ci avesse detto che avremmo fatto quattro punti in due partite, siamo pronti a scommettere che avremmo tutti messo una bella firma in calce, ma adesso quegli stessi punti ci sembrano stretti, perchè dopo l’exploit con il Genoa sognavamo di far tombola prima di Natale. Corini intanto è riuscito nell’impresa non semplice di raddoppiare la media punti-partita in soli venti giorni, e adesso avrà a disposizione la pausa natalizia per terminare il completo recupero dei giocatori appena rientrati dagli infortuni e dare una veste definitiva al Palermo che ha in mente, in attesa di un mercato che mai come quest’anno deve essere incisivo. Il Pescara dal canto suo non ha rubato nulla, e ha meritato un pareggio cercato con determinazione e volontà per tutta la ripresa. La gara di Empoli del 7 Gennaio diventa quindi l’ennesimo crocevia di una stagione da brividi, sperando che il 2016 che se ne va, porti via con sè tutte le sofferenze sportive che lo hanno costellato. Auguri a tutti, amici sportivi. Ecco l’ultimo pagellone del 2016.

POSAVEC  7: Per una volta che era riuscito a passare una giornata senza particolari patemi, il destino gli riserva la beffa di un finale agrodolce. Al portierino croato non riesce il miracolo sul rigore di Biraghi, mentre per sua (e nostra!) fortuna, gli riesce quello ancor più provvidenziale su Memushaj. Una parata difficilissima e forse decisiva per continuare a sperare che la salvezza sia possibile.

CIONEK  5,5: Soffre tantissimo quando viene preso in velocità, mentre mostra la solita sicurezza quando si tratta di difendere “di posizione”. Subisce un paio di tunnel di troppo dagli avversari, e in fase di costruzione chiude gli occhi e spara via la palla il più lontano possibile. Provvidenziali un paio di recuperi nel secondo tempo.

GONZALEZ  6: Al netto della fatale entrata su Caprari che costa il rigore del pareggio (e a lui mezzo punto in pagella), il ritorno del Pipo ha portato più equilibrio e compattezza al reparto arretrato. Bravo sia di piede che di testa a rintuzzare le incursioni delle punte.

GOLDANIGA  6: Marcare Pettinari è un compito ingrato, perchè il 27 in giallo è scorbutico e mobilissimo. Edo dimostra di essersi totalmente ripreso dall’errore commesso contro il Chievo, e gioca una partita attenta e disciplinata, con qualche indecisione nella gestione dei disimpegni.

RISPOLI  6,5: Lui e Biraghi si affrontano in una singolar tenzone senza esclusione di colpi, sfidandosi per tutta la partita sia sul piano della velocità che su quello fisico e dei contatti. Il “nostro” numero 3 tiene splendidamente la fascia, costringendo l'”altro” numero 3 ad inseguirlo spesso e a commettere un paio di falli che con un arbitro più attento avrebbero portato al rosso.

GAZZI  7,5: Un incrocio tra l’Incredibile Hulk e Conan il Barbaro. L’ex granata gioca una partita monumentale in mezzo al campo, sradicando e rastrellando dal prato del Barbera palloni ed avversari senza mai risparmiarsi e soprattutto senza mai perdere lucidità. Benali è costretto a spostarsi quasi sulla linea laterale per trovare palloni giocabili, perchè in mezzo non poteva passare anima viva. Peccato davvero che accanto a lui non ci sia un fine dicitore che possa convertire in assist preziosi il suo immenso lavoro di contenimento.

JAJALO  5,5: Alterna cose fatte bene ad improvvise amnesie che permettono al pressing furibondo del Pescara di guadagnare metri sul terreno di gioco. Va detto che pur non mostrando quella qualità nelle giocate che lui comunque non possiede, dà tutto ciò che ha per rendersi utile per tutti i compagni. (CHOCHEV  sv: Entra per ispessire il centrocampo e rinforzare la barricata. Ingiudicabile.)

ALEESAMI  6: Lui e Zampano si annullano vicendevolmente come due forze uguali ed opposte. La loro sfida sulla fascia è una sorta di partita a scacchi nella quale l’uno cercava di accorciare il più rapidamente possibile sull’altro per togliergli tempo e spazio. Se quindi può essere considerato valido il suo lavoro in copertura, un po’ meno lo è stato quello in spinta, con diversi errori sia nei cross che negli appoggi.

DIAMANTI  7:  Proseguono in modo evidente i progressi dell’ex azzurro, che risponde presente alla chiamata di Corini che lo schiera finalmente dall’inizio. Alino corre e lotta come un “ciclista gregario in fuga” per dirla alla Paolo Conte, resiste nonostante una brutta botta e finchè resta in campo fa valere la sua chiara superiorità tecnica. (BRUNO HENRIQUE  5: Il suo ingresso in partita non dà gli effetti sperati da Eugenio Corini. Il brasiliano infatti non riesce nell’intento di tenere palla il più possibile e cercare di addormentare la gara con la sua proprietà di palleggio. Anzi, nel convulso finale corre spesso a vuoto inseguendo disperatamente pallone ed avversari.)

QUAISON  6,5: Come a Genova, gli basta un attimo e un’azione per illuminare a giorno la partita. Il gol stavolta è ancora più bello di quello segnato al Ferraris, perchè frutto di una sua azione personale e di un tiro di rarissima bellezza, potenza e precisione. Il guaio però è che esattamente come a Genova, il gol resta il suo vero ed unico acuto della gara. Troppo poco, purtroppo, per garantire i tre punti. (TRAJKOVSKI  sv: Ha pochissimi palloni, complessi e inadatti alle sue caratteristiche.)

NESTOROVSKI  6,5: Da un lato gli avversari che giornata dopo giornata non gli lasciano tregua nè centimetri, dall’altro una squadra materialmente incapace di fornirgli anche un solo pallone decente in novanta minuti. In mezzo lui, un mastino con una generosità incalcolabile, che lotta da solo e non si arrende mai e che resta una delle pochissime vere luci di questo primo scorcio di campionato. La sufficienza, piena ed abbondante, è il minimo che gli si possa riconoscere per il lavoro mostruoso e ingrato che si sobbarca.

ALL.CORINI  6,5: Ha sfiorato l’impresa di centrare il primo successo al Barbera, e ha comunque rotto il digiuno di punti. La sua media, quattro punti in quattro gare, è il doppio del ritmo che il Palermo ha tenuto prima del suo arrivo. Già questo basta a riporre in lui grandi speranze. Fa una formazione logica e impreziosita dal ritorno di Gonzalez, e fa bene a scegliere Diamanti dall’inizio. Il cammino è ancora lungo, ma i segni del suo lavoro sono tangibili e positivi.

PESCARA (3-4-1-2): Bizzarri 6; Gyomber 6,5 (Zuparic sv), Campagnaro 6 (Cristante 5), Fornasier 6,5; Zampano 5,5, Memushaj 6,5, Bruno 6 (Brugman 6,5), Biraghi 7; Benali 6,5; Caprari 6, Pettinari 5. All.Oddo 7,5.

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About Giuseppe D'Agostino

Giuseppe D’Agostino, classe 1966, svolge parallelamente da quasi vent’anni le attività di docente e di giornalista sportivo. Nel 2000 diventa giornalista pubblicista e radiocronista delle partite del Palermo per il gruppo editoriale del Giornale di Sicilia. Dal 2016 passa a Radio Action. Nel 2013 ha scritto il libro “La mia voce rosanero” e nel 2015 ha tagliato il traguardo delle 600 radiocronache in carriera.