È proprio così, alla fine a vincere è sempre Zamparini! Alla faccia del calcio e dei palermitani…

posavec-pregaSe Cristo s’è fermato ad Eboli, il Palermo s’è fermato ad Empoli. Tutto il Palermo, in tutti i sensi. Passato, presente e futuro. Ad Empoli forse è crollato tutto l’edificio Palermo, perché le conseguenze di quella sconfitta – probabilmente immeritata – sono sorprendenti ma soprattutto devastanti. Sorprendenti, perché non c’erano stati i soliti segnali premonitori o i soliti ultimatum. Devastanti, perché stanno distruggendo tutto… anche quel pizzico di amore che restava nel più coriaceo e irriducibile tifoso rosanero. Non si entrerà nel merito del nuovo allenatore, chi sarà e perché. Non conta niente, l’uno vale l’altro. E’ comunque assurdo ed inconcepibile, per cui non cadremo nel tranello di parlarne. Parlandone si trovano a volte giustificazioni e spiegazioni. E diventa quasi logico. E siccome è tutto un delirio, preferiamo tacere e affidare le situazioni deliranti alla psichiatria.

Forse ad Empoli è morto il calcio a Palermo. Perché si è toccato talmente il fondo, si è raggiunta una tale situazione di paradossalità, di assurdità, di illogicità che la fine totale è vicina. Passata, presente e futura. Il bel Palermo del passato ormai è solo un bellissimo ricordo che purtroppo va sbiadendo, sommerso dal tristissimo presente. Un presente inesistente, confuso e ingarbugliato, un’accozzaglia di idee e uomini incompetenti e inadeguati. Un vivere alla giornata senza soldi, senza meta, senza amore. Trascinarsi stancamente senza speranze. Il futuro è buio, inesistente, inimmaginabile. Semplicemente non c’è. Almeno con questa proprietà, che purtroppo appare l’unica possibile vista la mancanza concreta di acquirenti all’orizzonte. Quindi non si può che andare sempre più a peggiorare ammesso che ciò sia possibile.

rispoli-tristeL’effetto devastante che il dopo Empoli sta generando colpisce tutta la tifoseria, compresi quei pochi che ancora non avevano movimenti di stomaco alle dichiarazioni del patron. Ora viene proprio da vomitare a tutti; all’intera città e, forse, anche a gran parte d’Italia. Da domenica mattina, quando è iniziato il nuovo caos allenatori, una parola frulla nella mente: siamo ridotti come i pezzenti. Perché è proprio questa parola che si è insinuata come un tarlo e non vuole uscire più? Si è allora fatto ricorso a tutti i vocabolari per capirne il significato: persona che vive in condizioni di estrema miseria; persona che vive di elemosina e favori altrui; persona che tira avanti con grandi stenti. Ora è chiaro. Come si può definire l’attuale situazione del Palermo se non così? Se alla parola “persona” sostituiamo “società” tutto quadra. L’estrema miseria che accompagna la società è dietro ogni scelta.

Credete davvero che sfiduciare Corini e richiamare De Zerbi sia un tentativo di lottare per la salvezza? Assolutamente no. Il disegno è un altro: da De Zerbi a Corini tutto è fatto solo per “sparagnare”. Nessun interesse calcistico né tanto meno voglia di fare qualcosa per salvare la baracca. Tutt’altro. Ormai rassegnato alla B, ecco la genialata del presidente: sfiduciare Corini, sperare nelle sue dimissioni (risparmiare così l’ingaggio), richiamare De Zerbi e non accontentandolo assolutamente nelle sue richieste, sperare nel suo rifiuto che automaticamente fa cadere ingaggio e clausola anti esonero. Altro grandissimo risparmio. Finalmente un progetto chiaro: avviarsi alla B, risparmiare il più possibile e far giocare i giovani pupilli come Balogh, Sallai, Embalo, Chochev, sperando poi in nuove plusvalenze. Infine, cercare di vendere prima possibile Quaison, Hiljemark e forse anche Aleesami, che hanno un briciolo di mercato. Progetto chiaro, chiarissimo.

zamparini 7Bravo, sicuramente bravo De Zerbi a rifiutare, ma alla fine ha fatto il gioco del presidente, ciò che lui voleva e sperava. Ha vinto Zamparini. Ha ragione chi dice che Corini dovrebbe dimettersi subito, ma vincerebbe ancora Zamparini, risparmiando pure l’ingaggio di Eugenio. È illusorio pensare che in caso di abbandono di Corini il presidente andrebbe in confusione, perché tanto uno lo trova comunque. Prende un tecnico qualsiasi della primavera, degli allievi o dei pulcini e lo mette in prima squadra. Forse per lui è anche meglio, perché più giovane è più obbedisce. E, di conseguenza, fa giocare i suoi pupilli senza chiedere nulla. Alla fine vince sempre lui, alla faccia della bile dei tifosi e dell’intera città.

I tifosi sembrano sul piede di guerra, prende sempre più corpo un’idea, che forse potrebbe essere l’unica, e cioè disertare totalmente lo stadio. Attenzione, tutto questo non per fare uno “sgarbo” al presidente (che se ne frega grandemente) ma soltanto per sollevare il problema e il dramma Palermo a livello nazionale. Le squadre ospiti senza la loro quota gara sicuramente protesteranno, così come anche la Federcalcio non ne sarà felice. Insomma siamo ridotti veramente male. E se prima poteva essere una salvezza la retrocessione in B, adesso paradossalmente c’è quasi da augurarsi un’onesta ripartenza da una serie inferiore per ricostruire una nuova società forte e solida, come il Parma ci ha insegnato. O forse è solo la disperazione che fa nascere idee simili.

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