Baccaglini faccia chiarezza e… piazza pulita! Anche in società si salvano in pochissimi, ecco chi

Si ok, lo sapevamo da mesi. Però domenica pomeriggio ci siamo incazz*ti lo stesso. Ammettiamolo. Questione di emozioni che il più delle volte sfuggono alla ragione. Sebbene dal mese di luglio fosse evidente che il campionato sarebbe stato un disastro; sebbene per tutta la stagione avevamo ben chiaro che l’epilogo finale sarebbe stata la retrocessione; sebbene dopo il mercato di riparazione fossimo tutti convinti della retrocessione, oggi siamo tutti molto tristi, delusi, arrabbiati. Non solo arrabbiati e delusi ma anche impauriti, molto impauriti. Arrabbiati per il presente, impauriti per il futuro.

E di tutte queste nostre emozioni dobbiamo ringraziare una sola persona che, nel corso degli anni, da eroe è diventato carnefice, il carnefice della passione e dell’amore dei tifosi rosanero. Grazie Zamparini, grazie per tutte le umiliazioni che ci ha fatto subire in questi ultimi cinque anni. Grazie Zamparini e grazie anche a tutti coloro che in questi ultimi anni hanno continuato a difenderlo, proteggerlo e sostenerlo. Grazie a tutti questi stolti e ottusi palermitani che, vittime del potere, non hanno capito lo scempio e il disastro che pian piano si stava consumando.

A chi si chiede se sia peggiore questa retrocessione rispetto a quella precedente rispondiamo facendo una distinzione: quattro anni fa è stata una delusione dolorosa perché era l’epilogo di un periodo esaltante. La retrocessione di oggi invece è accompagnata da rabbia, tanta rabbia, perché è stata una retrocessione annunciata, figlia di un menefreghismo dilagante che da anni accompagna le mosse del presidente. Quella di oggi fa rabbia, ma soprattutto fa paura, perché il futuro è davvero nebuloso e incerto. Molti dicono “finalmente è finito un incubo”. No, non è vero. Il vero incubo non è ancora terminato. Soltanto quando Zamparini e il suo manipolo di collaboratori più o meno dignitosi e perbene non andranno via, l’incubo non sarà terminato. Il vero incubo terminerà soltanto quando non vedremo nemmeno più l’ombra di Zamparini e dei suoi incompetenti collaboratori che in questi anni hanno distrutto squadra e società. Solo quel giorno si potrà festeggiare la fine dell’incubo.

E se mai ci sarà un nuovo proprietario avanziamo una sola richiesta: fare piazza pulita, liberarsi di tutte le zavorre portate da Zamparini e che assieme a lui in questi anni hanno creato questo scempio. Tutti, fatto salvo ovviamente il personale della società, dai magazzinieri ai ragazzi dell’ufficio stampa che in questi anni pur tra mille difficoltà hanno lavorato con impegno, dedizione e grande professionalità pur sapendo che il loro capo aveva da tempo abbandonato la barca in balia di sé stessa. Fare piazza pulita di tutti i quadri dirigenziali, tutti. Perché è arrivato il momento che Zamparini e le sue ombre vadano via definitivamente. Insomma, traducendo in parole ciò che pensano tutti tifosi rosanero, è arrivato il momento che Zamparini si tolga cortesemente dalle scatole. Questo deve essere il primissimo obiettivo, fare piazza pulita. Successivamente, ma solo successivamente, fare una seria rifondazione cominciando proprio dai quadri dirigenziali che sono stati in questi ultimi anni altamente incompetenti e improvvisati.

Capitolo Baccaglini. Caro presidente, Palermo finora è stata con lei molto generosa, molto affettuosa. Però adesso capovolgiamo i ruoli: non è Palermo che deve avere fiducia in lei, ma al contrario deve essere lei a guadagnarsi la fiducia della gente palermitana, della tifoseria rosanero. Dia dunque un messaggio concreto, un solo fatto concreto, reale, affinché la gente possa avere fiducia in lei. Le sue parole finora hanno affascinato ma non hanno convinto. Adesso con la retrocessione in tasca dia un solo chiaro e tangibile esempio che tutto quello che ha detto finora corrisponde a verità. Basterebbe un solo elemento di concretezza per riaccendere una speranza che oggi onestamente appare difficile poter immaginare. Altrimenti sarà soltanto l’ultimo dei tanti inganni che ci ha propinato Zamparini, dagli arabi ai cinesi. E soprattutto faccia qualcosa di concreto affinché la gente si tolga dalla testa questo pensiero martellante: “Baccaglini non è altro che l’ennesimo uomo di Zamparini, è sempre lui che comanda e muove i fili”.

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