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Un anno fa entrava in scena Baccaglini, ecco cosa resta…

Iniziò tutto un anno fa, con un comunicato ufficiale accompagnato da alcune foto che raccontavano qualcosa in più della realtà: o quantomeno, che facevano intendere ciò che sarebbe potuto essere ma in realtà non era ancora. Ce li ricordiamo tutti quegli scatti, con strette di mano tra Zamparini e Baccaglini e firme su documenti che però non erano quelli della cessione del Palermo bensì quelli di un “Memorandum of understanding” (banalmente, un protocollo d’intesa preliminare tra le parti).

Il resto, è storia ben nota. Finale incluso, con il sapore del grande bluff che sinceramente stenta ad andar via a distanza di mesi. Personalmente ho deciso di seguire sempre poco le vicende rosanero dell’ex presidente (mai proprietario), bastarono le prime mosse e quella conferenza-show iniziale per capire che il teatro fatto bene è un’altra cosa. Per questo gli spazi dedicati su queste pagine sono stati quelli minimi della cronaca e del commento a mente fredda, ma in redazione non ci siamo mai dati da fare per seguire il buon Paul a destra e a manca. Forse sbagliando chissà, o forse facendo la scelta più azzeccata: punti di vista, nel nostro caso scelte dettate da una precisa linea editoriale.

Di quella conferenza stampa, mio primo e ultimo incrocio dal vivo con Baccaglini, ricordo soprattutto quella parte mai andata in diretta facebook a causa di un breve black-out che fece interrompere lo spettacolo: una frase in particolare, naturalmente con l’inglese di mezzo. “Ci dobbiamo focalizzare su quella che gli anglofoni chiamano the bigger picture”, disse Paul. Si riferiva alle visioni d’insieme e di prospettiva, insomma parlava di qualcosa di astratto e futuribile. Come spesso ha fatto durante la sua intera parentesi rosanero, riempiendo siti, giornali, radio e tv di parole vuote e supercazzole.

Ma il prisencolinensinainciusol ai palermitani sotto sotto piaceva. Tanto è vero che ogni accenno di critica portava ad insulti e accuse di non volere il bene della squadra e della città: eravamo in pochi, pochissimi, a permetterci di sollevare qualche dubbio e muovere qualche critica. E di fango addosso ce ne siamo preso, finendo però per avere in qualche modo ragione. Da parte di Paul Baccaglini c’era puntualmente la dimostrazione di saper parlare per mezz’ora senza dire nulla e apportare valore. Lo stile era ineccepibile, per carità, ma ogni live streaming o occasione pubblica si risolveva in un nulla di fatto pieno di misteri celati da discorsi su brand e marketing. Fare e dire nulla, ma farlo bene… la fabbrica dei sogni era aperta, funzionò anche qualche pesce d’aprile che per quanto ben congegnato era evidentemente fuori dalla realtà: qualcuno ricorda il nostro? Festa con intervento della cantante P!nk autrice del nuovo inno rosanero “Eagle’s Rebirth (Make Palermo Great Again)”. Si scherzava.

Il tempo ha rivelato che – non dico con assoluta certezza ma sicuramente con tutta probabilità – non c’era nulla da dire: c’era ben poco di nascosto dietro l’abbagliante facciata e le dichiarazioni nonsense che non hanno mai cambiato di una virgola la gestione del club. È sempre stato Zamparini il padrone e plenipotenziario in cabina di regia, è sempre stato Zamparini che ha fatto il bello e il cattivo tempo mentre Baccaglini andava costantemente in giro a raccogliere consensi e attestati di fiducia a questo punto basati fondamentalmente sul nulla (quasi solo sul sentimento popolare anti-zampariniano).

Info sull'autore

Alessandro Rubino

Alessandro Rubino

Direttore di RetePalermo.it, ha condotto le trasmissioni tv "Palla al centro" e "Mixed zone" su CTS 90 e attualmente partecipa alle trasmissioni radiofoniche sportive di Radio Time. Corrispondente da Palermo per la redazione di SiciliaToday, in passato ha lavorato tra gli altri con Mediagol e Reterete24 ed ha diretto per un anno Sportsbook24 sul circuito nazionale Tuttomercatoweb.