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E il palermitano si infervora, anzi si inalbera, per un ficus abbattuto

Ah, i palermitani! Gente fenomenale: popolo di santi, navigatori, allenatori… esperti agronomi e giardinieri. Popolo che si infervora per un albero pericolante che viene abbattuto. Una vita spazzata via in pochi minuti, che d’improvviso ha fatto prendere coscienza dell’anima ambientalista che alberga in ognuno di noi.

Il ficus del Foro Italico era un simbolo per molti, un punto di ritrovo, un pezzo della storia ultrasecolare di Palermo che adesso non c’è più. Gli hanno dedicato flash mob, preghiere, veglie funebri e, ovviamente, invettive sui social indirizzate a chi si è macchiato della colpa del suo abbattimento.

Solo qualcuno, timidamente, ha provato a far ragionare i leoni da tastiera ricordando cosa è accaduto quando in passato il Comune aveva tardato con la messa in sicurezza di altri alberi in giro per la città.

Ah, questi palermitani, solo ieri sera erano tutti riuniti attorno alla buca rimasta alla villa a mare per rendere l’ultimo saluto ad un gigante che ci ha fatto compagnia, permettendoci di vivere avventure fantasiose da bambini e momenti di relax da adulti.

E, oggi, che cosa faranno i palermitani in lutto? Piangeranno ancora per l’anima del ficus elastica? No, prenderanno l’auto anche per andare a comprare il pane a due passi da casa; getteranno l’olio esausto nel lavandino per la pigrizia di dover cercare la campana più vicina; non faranno la raccolta differenziata dei rifiuti; abbandoneranno i mobili vecchi e butteranno cartacce per strada o sulle spiagge, salvo poi indignarsi per il prossimo albero che verrà abbattuto per evitare qualche tragedia.

Come si dice? Viva Palermo e Santa Rosalia!