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Cecchinato, la sconfitta con Thiem non fa male: il bello inizia ora

La meravigliosa avventura parigina di Marco Cecchinato si è spenta nel mezzo di un altro abbraccio, quello che – dopo Djokovic – gli ha riservato Dominic Thiem alla fine di una semifinale che ha premiato la classe e la forza del tennista austriaco, numero uno “in pectore” del tennis mondiale prossimo venturo. Marco ha perso meritatamente, ma ha lottato per oltre due ore alla pari con colui che oggi è il miglior interprete del tennis su terra dopo Rafa Nadal. Proprio per questo l’abbraccio del vincitore non è un gesto banale, ma suona quasi come un’investitura all’ingresso di Cecchinato nel mondo dei grandi. E la finale che vedrà di fronte il maiorchino e l’austriaco è indiscutibilmente la più giusta possibile.

Marco è uscito dallo stadio Philippe Chatrier con le lacrime agli occhi e travolto dall’affetto di un pubblico (la competente platea francese) che lo ha adottato e lo ha sostenuto durante tutta la partita. E dire che il palermitano le sue chances le ha avute, nell’interminabile (un altro!!) tiebreak del secondo set quando Thiem è riuscito a cancellare tre set point e chiudere la frazione con freddezza e determinazione. Quel set avrebbe potuto riaprire totalmente la partita, e invece l’ha chiusa, con Marco che ha visto spegnersi il suo computer di bordo e l’avversario attaccare con maestria la giugulare della partita.

Ora inizia davvero la “nuova vita “sportiva di Cecchinato. Superato il comprensibile e meritato entusiasmo, per Marco comincia il difficile. Nell’intervista post-partita ha detto “Adesso mi sento di potermela giocare con chiunque”, ed è proprio da questa convinzione che occorre ripartire. Lunedì il tennista palermitano si risveglierà per la prima volta tra i primi trenta del mondo, e questo comporta un cambiamento radicale nel suo modo di programmare la sua attività. Cecchinato dovrà scegliere con cura i tornei da giocare, e dovrà reggere le attese che adesso tutto il mondo del tennis italiano gli riverserà inevitabilmente addosso. Già vedo orde di sapientoni o di esperti di tennis dell’ultim’ora pronti a puntargli il dito addosso e gridare al bluff non appena magari verrà eliminato in un primo turno. Finita la stagione sulla terra (la superficie che sicuramente lo esalta di più) ora inizia quella sull’erba, che culminerà col torneo di Wimbledon, e poi ci saranno i tornei sul cemento che porteranno gli atleti ATP e WTA fino agli US Open di settembre. In questi sei mesi Cecchinato dovrà confermarsi ad alti livelli e mantenere elevato il livello del suo gioco e della sua concentrazione.

Marco ha dimostrato qualità enormi nel servizio e nel rovescio, e una solidità mentale e di gioco adatta ad un top player, ma ha ancora grandi margini di miglioramento soprattutto nell’efficacia della risposta. Il suo gioco vario e talentuoso, ricco di smorzate e cambi di ritmo, è musica per gli occhi degli amanti del tennis, ed è uno dei motivi per i quali (oltre alla sua genuina spontaneità) Cecchinato ha calamitato così tanto affetto e simpatia. E la stima di colleghi titolati che da oggi sanno che quando guarderanno i tabelloni dei sorteggi dei tornei importanti dovranno guardare anche quel cognome per capire se potranno avere un nuovo ostacolo verso la vittoria. Dopo le meravigliose soddisfazioni che in questi anni ha regalato agli appassionati della racchetta il movimento femminile (Schiavone, Pennetta, Errani), adesso finalmente tocca ai maschietti essere sotto le luci della ribalta. E oltre a Seppi e Fognini, adesso su quel palcoscenico c’è un altro protagonista, figlio della nostra città e della bontà del lavoro degli istruttori palermitani e siciliani. E questa è un’altra grande, meravigliosa vittoria per tutti noi.

Info sull'autore

Giuseppe D'Agostino

Giuseppe D'Agostino

Giuseppe D’Agostino, classe 1966, nato a Roma ma palermitano d'adozione, svolge parallelamente da oltre vent’anni le attività di docente e di giornalista sportivo. Muove i primi passi a Radio Studio 104. Nel 2000 diventa giornalista pubblicista e radiocronista delle partite del Palermo per Radio Giornale di Sicilia. Nel 2016 passa a Radio Action e nel 2017 approda a Radio Time. Nel 2013 ha scritto il libro “La mia voce rosanero”.