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Ridimensionamento Palermo, non ci resta che l’amore per la maglia…

In un momento di grandissimo sconforto, con la promozione mancata e tutto quel che è accaduto a Frosinone, il tifoso del Palermo deve digerire l’ennesimo boccone amaro: questa volta, ad onor del vero, non del tutto inatteso. Il riferimento è alle ormai ben note rivelazioni zampariniane, col futuro più nero che rosa viste le già programmate cessioni eccellenti ad accompagnare un imminente (e non troppo a sorpresa) cambio di allenatore. Sì, Stellone è stato di fatto scaricato: pare perché non schierasse la squadra in modo gradito alla proprietà. I toni dell’addio, del resto, sembravano chiari ascoltando le dichiarazioni del tecnico al rientro in città relativamente al fatto che avrebbe deciso Zamparini se continuare o meno dato che lo aveva ingaggiato per centrare l’obiettivo promozione poi non raggiunto. Dovrebbe rientrare l’esonerato Tedino, questo è già più di un insieme di rumors (per non dire che è certo o quasi). L’allenatore è solo la punta dell’iceberg: già, perché si va incontro ad un ridimensionamento che è stato di fatto annunciato e che comunque ci si poteva aspettare col mancato aggancio alla Serie A. Via i giocatori principali, quelli che permetteranno di fare cassa e (in seconda battuta) quelli a cui un nuovo anno di serie cadetta non si potrà proprio chiedere dopo il sacrificio di questa stagione (vedi Rispoli). Si sa già che si ripartirà da pochi e selezionati elementi di nazionalità italiana (il Pomini di turno, dal quale ormai non si possono ottenere quattrini, magari il combattente Bellusci) che dovranno guidare un nucleo nuovo costituito essenzialmente da giovani. Tradotto: sì, ci sarà da penare e non si partirà più in prima linea nell’ipotetica griglia di partenza del prossimo campionato. Chissà che non possa nascere un ‘Palermo dei picciotti’ del nuovo millennio, si tratta di una speranza più che di una previsione: sarebbe bello, sarebbe forse l’unica nota positiva in uno spartito che produce melodie stonate e poco piacevoli all’ascolto. In questi casi, allora, l’unica cosa che resta da fare è rifugiarsi nell’attaccamento alla maglia: se si potrà sognare poco e niente, si potrà comunque amare quel rosanero che il cuore fa sempre pulsare (in Serie A come in Serie B, in Serie C o più giù). Citando Delio Rossi, va ricordato che i presidenti passano, gli allenatori passano, i giocatori passano ma il Palermo rimane: i colori e la maglia restano, nonostante tutto e tutti…

Info sull'autore

Alessandro Rubino

Alessandro Rubino

Direttore di RetePalermo.it, ha condotto le trasmissioni tv "Palla al centro" e "Mixed zone" su CTS 90 e attualmente partecipa alle trasmissioni radiofoniche sportive di Radio Time. Corrispondente da Palermo per la redazione di SiciliaToday, in passato ha lavorato tra gli altri con Mediagol e Reterete24 ed ha diretto per un anno Sportsbook24 sul circuito nazionale Tuttomercatoweb.