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Una presentazione che lascia il mistero intatto, ecco cosa non ha funzionato

Tanti, ma proprio tanti dubbi. E sensazioni non esattamente positive, parecchio diverse da quelle sperate alla vigilia. Questo è ciò che resta dopo la conferenza di presentazione di Mr.Richardson e compagnia, vista dal vivo dai nostri inviati e dai colleghi giornalisti (due per testata) ma seguita dal sottoscritto come da migliaia di tifosi e altri colleghi grazie alla diretta messa a disposizione con largo anticipo direttamente dal Palermo.

Personalmente, vidi a suo tempo al Barbera il buon Baccaglini mentre stavolta per una serie di motivi ho seguito a distanza: purtroppo, oggi l’amaro in bocca alla fine è praticamente identico anche se l’andamento della conferenza stampa è stato differente e l’approccio dei protagonisti stavolta è stato fin troppo cauto.

Ok, si apprezza certamente che nessuno sia venuto a fare una nuova supercazzola… però, forse, non si fa una conferenza se non c’è niente da dire, se certe riunioni a quanto pare si devono ancora fare, se non c’è un organigramma o un identikit definito delle figure chiave, se ci sono “informazioni molto sensibili” per conoscere le quali bisogna aspettare l’adempimento di determinati passaggi, se in definitiva non si è in grado di dissipare i ragionevoli dubbi.

Bastava parlare tra qualche giorno per dire davvero qualcosa di interessante, ma è andata così. Sfido chiunque a ritenersi pienamente soddisfatto allo stato attuale. E se tu che leggi sei davvero (ma davvero!) soddisfatto, spiegami perché commentando sui nostri social questo pezzo d’opinione…

Poche risposte e parecchio vaghe per giunta, neanche Platt e l’advisor Belli hanno aggiunto vera sostanza alle frasi di circostanza e ai numerosi monosillabi di Clive e del barbuto James (rimasto muto per larghi tratti dell’incontro, qui si ringrazia vivamente il collega della Rai per la doverosa domanda sulla sua identità che avrei voluto fare io stesso qualora fossi stato fisicamente presente). Ah, a proposito dell’ex calciatore inserito nel board del nuovo Palermo: registriamo un Platt che sembra pronto per fare il Papa visto che si occuperà di portare innanzitutto “serenità e pace”.

Non ce la sentiamo di dare giudizi sul Palermo che verrà, ma per quanto riguarda l’incontro con la città possiamo certamente dire che ci aspettavamo decisamente di più. La comunicazione verbale non ha funzionato granché, ma a volerla dire tutta neanche quella non verbale: l’imbarazzo e la paura di sbagliare, questo è arrivato osservando le espressioni e le movenze (pure di Foschi, che confinato ai margini è sembrato quasi in castigo… e dire che ora avrà molte più responsabilità).

Chi non ha tradito le attese è il deus ex machina dell’operazione, il caro vecchio patron Zamparini che gira e rigira resta come consulente come voleva e che riteniamo possa non uscire di scena del tutto. Anzi, ritengo: si tratta di una considerazione strettamente personale. Al netto della solita solfa, riveduta e corretta per l’occasione, Zamparini è l’unico che ha parlato veramente. Credergli, dargli fiducia o assecondarlo è un esercizio del tutto soggettivo e ognuno è padrone di vederla come gli pare. Ma se c’è uno che ha provato a dire qualcosa, che “ha dato i titoli”, questo è lui e di certo non è stato nessuno dei volti nuovi arrivati in città avvolti da un alone di mistero che ancora resta.

Vedremo come andranno i prossimi episodi, per adesso comunque la puntata pilota non convince.

Info sull'autore

Alessandro Rubino

Alessandro Rubino

Direttore di RetePalermo.it, ha condotto le trasmissioni tv "Palla al centro" e "Mixed zone" su CTS 90 e attualmente partecipa alle trasmissioni radiofoniche sportive di Radio Time. Corrispondente da Palermo per la redazione di SiciliaToday, in passato ha lavorato tra gli altri con Mediagol e Reterete24 ed ha diretto per un anno Sportsbook24 sul circuito nazionale Tuttomercatoweb.