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Ancora silenzio dagli acquirenti, ma si muovono: Palermo per adesso risulta sempre di MZ

Sì, è proprio così. Proprio come descritto dall’edizione palermitana de La Repubblica, esattamente come ricostruito ed egregiamente raccontato da Valerio Tripi: Le carte dicono che il Palermo è ancora di Zamparini, al netto di quell’atto firmato il 30 novembre (come da comunicazione ufficiale del club e conferma alla Rai di uno dei soci della controparte) e dei movimenti di John Treacy da noi descritti ieri sera (clicca qui per leggere la nostra nuova esclusiva e per visionare i documenti) che tra l’altro trovano riscontro nel lavoro di Benedetto Giardina per l’edizione odierna del Giornale di Sicilia.

La società rosanero ha depositato, fra gli altri documenti in accompagnamento al bilancio, anche una dichiarazione obbligatoria relativa all’elenco dei soci: al 10 dicembre 2018 l’elenco dei soci e degli altri titolari di diritti su azioni e quote sociali non è variato rispetto all’ultimo depositato (!). Per farla breve, formalmente risulta che il patron Zamparini detiene 13.486.500 azioni. E Gasda, invece, ha una quota minoritaria di 13.500 azioni. Sì, a ben vedere la cosa stride con i vari comunicati dei giorni scorsi ed in particolare con quello di inizio mese sui canali ufficiali del Palermo. Tanto più che, come evidenziato da più fonti, nel registro imprese troviamo una voce sospesa relativamente agli atti depositati per il passaggio di proprietà delle quote societarie: mancano i dati anagrafici dei nuovi amministratori, la pratica pertanto sarebbe ancora oggi pendente. Bisognerà aggiornarla, completarla, ripresentarla.

Sul giornale è possibile leggere pure le valutazioni della Baker Tilly Revisa, che ritiene (a nostro avviso anche a buon diritto, alla luce di un’analisi sui conti delle ultime stagioni) che il bilancio del Palermo calcio sia in sofferenza. Si evidenziano le “evidenti difficoltà per far fronte alle obbligazioni in essere a partire dal mese di gennaio 2019”. E ancora: “Riteniamo che siano indispensabili nel breve periodo nuovi interventi di sostegno da parte dell’attuale azionista di riferimento o di eventuali nuovi soci o un anticipo del credito verso Alyssa rispetto alle scadenze concordate”. Già, c’è da sbrogliare anche la matassa relativa alla questione Mepal-Alyssa: questione alquanto intricata, attenzionata da tempo.

Tanti i dubbi, alimentati da quella conferenza stampa (forse del tutto evitabile) che ha generato solo confusione: a molti è sembrato un triste teatrino al quale gli inglesi e l’advisor sono stati costretti a partecipare, controvoglia a giudicare da quei silenzi assordanti e dalle imbarazzanti manifestazioni di disagio di fronte alla quasi totalità delle domande. Le varie incongruenze ci fanno andare indietro nel tempo e ci riportano alla memoria alcune riflessioni fatte su queste pagine nel marzo 2017, al tempo di Paul Baccaglini e di quel closing mai portato a termine ma sbandierato ai quattro venti con tanto di foto a casa Zamparini (le fornì il club stesso, ve le ricordate?): gli scatti delle firme erano relativi al cosiddetto memorandum of understanding siglato dalle parti.

Quello sottoscritto con l’ex presidente tatuato era sostanzialmente una forma scritta di gentlemen’s agreement o poco più. Come tutti sappiamo, l’affare saltò e successe di tutto e di più. Vi proponiamo, se avete tempo, il nostro commento di circa nove mesi fa (a distanza di un anno esatto dall’entrata in scena di Paul): usando la funzione ricerca del sito, comunque, troverete altre analisi e riflessioni su quelle vicende. I problemi e i misteri, oggi, apparentemente sono gli stessi: stavolta, però, riteniamo ci sia vera sostanza dietro figure come quella di John Treacy. Tuttavia, abbiamo ben presente come a prescindere da comunicati e conferenze sia ancora tutto in mano a Maurizio Zamparini. Così pare.

Ad ogni modo, i movimenti degli inglesi che vi abbiamo descritto e quelli degli advisors italiani sono veri. Sicché, vi esponiamo un nostro pensiero e lasciamo fare a voi altre riflessioni: l’operazione, più che conclusa, sembra essere ancora in piena fase di svolgimento (ma Zamparini, vedi foto di firme e strette di mano con Baccaglini più conferenza-show, è maestro nel lasciare intendere qualcosa di più rispetto alla realtà). Inoltre, si spiegherebbe così l’ambiguo riferimento alla due diligence nell’ormai famosa nota della Global Futures Sports: “Once our due diligence has been completed we will be in a position to address all relevant parties to the transaction, locally within the municipality of Palermo and also Federazione Italiana Giuoco Calcio”. Ci è stato detto che è stato sottoscritto davanti al notaio il passaggio di proprietà del 100% del Palermo Calcio, ma aspettiamo ancora un comunicato ufficiale degli effettivi acquirenti per conto dei quali fin qui si è esposta solo l’intermediaria Global Futures…

Info sull'autore

Alessandro Rubino

Alessandro Rubino

Direttore di RetePalermo.it, ha condotto le trasmissioni tv "Palla al centro" e "Mixed zone" su CTS 90 e attualmente partecipa alle trasmissioni radiofoniche sportive di Radio Time. Corrispondente da Palermo per la redazione di SiciliaToday, in passato ha lavorato tra gli altri con Mediagol e Reterete24 ed ha diretto per un anno Sportsbook24 sul circuito nazionale Tuttomercatoweb.