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Il gioco delle tre carte, la paura di un’altra pupìata e legittimi dubbi

Il gioco delle tre carte è tra i classici della prestidigitazione, ma è anche un gioco utilizzato da tanti truffatori: infatti, è praticamente impossibile poter vincere anche nel momento in cui il gioco viene eseguito con onestà. La vita vera e il cinema raccontano di persone che hanno perso la testa (e tanti soldi) cercando di portare a casa una vittoria materialmente non realizzabile. Di base, è tutto sempre sfavorevole per il giocatore dal momento che la percentuale di vincita è del 33,3% contro il 66,6% della probabile perdita: ma con alcuni trucchi si riesce far sì che non si vinca proprio mai, portando le percentuali a 0 contro 100. A volte con l’ausilio dei cosiddetti compari, ovvero quei finti giocatori che sono d’accordo con chi manovra le carte. Si, ma a che serve questa specie di tutorial? Serve, serve…

Tutto il giro di scatole cinesi e società al quale stiamo assistendo quotidianamente, ci lascia perplessi. Questi acquirenti britannici interessati al Palermo stanno facendo veramente di tutto e di più, in vista di un closing che per quanto temporalmente vicino sembra lontano anni luce. Molto fumo, almeno fin qui. Legittimi i dubbi, legittime le paure di slittamenti ulteriori o di un nuovo nulla di fatto. Con le pupìate (termine caro all’amico Cangemi) di Baccaglini pensavamo di aver visto cose che voi umani non potreste immaginarvi… ebbene, finché non verrà chiuso in via ufficiale l’affare già annunciato e verrà fatta chiarezza, c’è quasi solo da ridere e da disperarsi. I fatti che vi raccontiamo da giorni, con dovizia di particolari e accurate verifiche, ci mettono davanti ad una situazione molto ingarbugliata. Apparentemente la sostanza stavolta c’è, ma per il momento non si vede e più che altro si intuisce.

Apprendiamo da indiscrezioni riportate dalla carta stampata che ci sarebbero anche altre manovre parallele, persino un approccio-bis da parte di Follieri. Insomma, per farla completa non serve altro: è già tutto abbastanza surreale così. Incluso l’inusuale silenzio di Zamparini, di solito è uno loquace. I movimenti di questa settimana ci fanno pensare proprio al gioco delle tre carte. Chissà come se la cava il buon Richardson con un mazzo di carte in mano, la poker face non gli manca. Di certo pare a proprio agio con le pratiche del registro imprese inglese: pare sia “di casa e putìa” nei loro uffici fisici e telematici, lui come tutti gli altri protagonisti di queste intricate vicende. Le società della galassia Global Futures spuntano come i funghi, a momenti non le contiamo più. E le Sport Capital? Peggio mi sento, clamoroso il caso di quella che diventa Jonzi23 e che il giorno dopo viene ricreata da zero: poi c’è la madre di tutte le società, quella che esiste ma non esiste ancora. Il riferimento va alla ‘plc’ che assumerà il nome che tutti sappiamo, ma che fino al 2 gennaio si chiama Pelican House Mining.

Guarda la Sport Capital Group, ora io sposto le carte ma tu seguile con lo sguardo e dimmi… dov’è?

Info sull'autore

Alessandro Rubino

Alessandro Rubino

Direttore di RetePalermo.it, ha condotto le trasmissioni tv "Palla al centro" e "Mixed zone" su CTS 90 e attualmente partecipa alle trasmissioni radiofoniche sportive di Radio Time. Corrispondente da Palermo per la redazione di SiciliaToday, in passato ha lavorato tra gli altri con Mediagol e Reterete24 ed ha diretto per un anno Sportsbook24 sul circuito nazionale Tuttomercatoweb.