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Mille società per controllare i rosa, i casi Juve e Manchester

Operazioni semplici nella sostanza, ma complesse da decifrare per chi non ha dimestichezza con i temi legati alle imprese e all’alta finanza. I movimenti degli acquirenti inglesi del Palermo appaiono lineari, non c’è niente di particolarmente oscuro (almeno sulla carta) per il momento. Dunque, ora bisogna solo aspettare e avere pazienza: l’ingarbugliato intreccio creato fin qui da Mr.Treacy è, tra virgolette, normale. La struttura del nuovissimo Palermo è attualmente in via di definizione, tanto che nel giro di alcune settimane assisteremo ancora ad altre manovre solo in apparenza inusuali.

Per smorzare l’ansia che accompagna le varie notizie pubblicate di giorno in giorno tra siti vari e carta stampata, RetePalermo.it ha deciso di illustrare (brevemente e, per quanto possibile, semplificando al massimo) le strutture societarie di due grandi club europei quotati in borsa: il Manchester United e la Juventus, rispettivamente delle famiglie Glazer e Agnelli. Queste due grandi società, veri e propri brand a livello mondiale, sono controllate a loro volta da una serie di società che sono riconducibili alle due famiglie di riferimento (che hanno la maggioranza delle azioni delle controllanti).

Partiamo dai bianconeri che, stando ai dati ufficiali aggiornati allo scorso mese di ottobre, vedono la Exor N.V. come principale investitore con il controllo dell’63,8% del club, seguito da Lindsell Train Ltd (che ha l’11,3%). Il restante 24,9% delle azioni, dunque una quota minoritaria, è sul mercato. La Exor è una delle principali holding europee (ufficialmente olandese) ed è controllata dalla famiglia Agnelli: ha partecipazioni in Ferrari (22,91%), FCA (28,98%), The Economist(43,40%) e in altre società di primo piano. Il secondo socio rilevante è un fondo inglese, di Londra, si tratta di una società di investimento fondata nel 2000 dai broker Michael Lindsell e Nick Train. Riassumento, la Exor ha il controllo vero e proprio del club e solo un quarto delle azioni della Juventus è a disposizione sul mercato.

Relativamente più semplice, ma al tempo stesso più complessa, la struttura del Manchester United. Il club inglese ora è, in ultima analisi, una società delle Isole Cayman (noto paradiso fiscale). La società madre, ovvero la Manchester United plc, è presente sul listino della borsa di New York dal 2012 ma è sostanzialmente in mano ai Glazer. Le azioni societarie sono di due tipi, con differente peso in sede di assemblea: la famiglia controllante ha l’assoluta maggioranza (98.7%), grazie alla Red Football LLC, mentre solo una parte di azioni dallo scarso peso è sul mercato (e tra gli azionisti, dopo un vorticoso giro che non stiamo qui a specificare, si può risalire persino alla Lindsell Train già vista con la Juve).

Sotto la plc delle Cayman c’è tutta una serie di sussidiarie del gruppo Red Football (qui da ora in poi abbreviato in RF per praticità): troviamo l’inglese RF Holdings ltd che a sua volta ha il controllo della RF Shareholder ltd. E ancora sotto nella gerarchia abbiamo la RF Joint Venture ltd, controllante di RF ltd che è la società che detiene al 72% la Manchester United Limited (il 28% è di RF Junior ltd, come tutte le altre riconducibile ai Glazer). Sotto la vera e propria società calcistica si trovano ancora altre sussidiarie, praticamente tutte con sede legale ufficiale a Old Trafford. Non lo nascondiamo, è molto facile perdersi lungo il cammino dato che nella sua apparente semplicità questa catena di società è – per quanto possa sembrare un controsenso – veramente complicata.

I motivi fondamentali di tutti questi intrecci sono essenzialmente di natura fiscale, legati anche (se non soprattutto) alle tasse (specie per il Manchester), ma è tutto regolare. Insomma, ai lettori di fede rosanero possiamo dire di non avere paura e di aspettare con moderata fiducia: tutti i movimenti di Treacy con le varie Sport Capital (inclusa la Pelican) e di Richardson con la sua nuova galassia Global Futures sono normali. Tempo al tempo e presto si vedranno i risultati (cioè i soldi, gli investimenti di cui tutti chiedono e vogliono sapere), il silenzioso John Treacy sembra avere tutto sotto controllo e si sta lavorando per creare una solida struttura per il Palermo. Chiudiamo l’approfondimento con una riflessione: in linea del tutto teorica, il controllante ultimo delle varie società sopra il club rosanero potrebbe potenzialmente essere ancora nascosto in attesa di fare il proprio ingresso in scena…

Info sull'autore

Alessandro Rubino

Alessandro Rubino

Direttore di RetePalermo.it, ha condotto le trasmissioni tv "Palla al centro" e "Mixed zone" su CTS 90 e attualmente partecipa alle trasmissioni radiofoniche sportive di Radio Time. Corrispondente da Palermo per la redazione di SiciliaToday, in passato ha lavorato tra gli altri con Mediagol e Reterete24 ed ha diretto per un anno Sportsbook24 sul circuito nazionale Tuttomercatoweb.

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