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Manca il senso di appartenenza: “faccioli all’arancio”, altro che…

Oggi è domenica è la festa del pallone, gioca il Palermo che è la squadra del mio cuore e sui gradoni della nuova Favorita ci sarà tifo per tutta la partita, la ricordate? Alamia e Sperandeo cantavano così, ricordando inoltre che rosa è il colore del Palermo e che il nero rappresenta “i problemi di una città d’inferno”, mentre “gli spalti sono luogo di speranze popolari”. Bene, le cose sono cambiate (quindi, male). Nei mitici anni ’90 quella musicassetta (#machenesanno) l’avevamo in tanti, per non dire tutti quanti, questo inno rosanero a Palermo lo sappiamo a memoria: “Ghiaccioli all’arancio sapuri ri gol” è un ritornello conosciuto anche dai più giovani, sicuramente da chi ha almeno 30 anni e ne ha viste di tutti i colori inclusa l’annata dei picciotti (che nonostante le difficoltà fecero innamorare la gente).

Altri tempi, quelli in cui “sui gradoni della nuova Favorita” si respirava a pieni polmoni vera passione a prescindere dalla categoria e dai protagonisti – spesso di modesto valore – sul “verde campo teatro di battaglie”. Adesso, dopo tante delusioni, non servono neanche gli appelli dei gruppi organizzati né le prime risposte della nuova società: il problema non sembra essere legato al “non vado allo stadio per andare contro Zamparini”, il vero problema è che si è spenta la passione ma soprattutto non si è creata una nuova generazione di tifosi contraddistinti da un profondo senso di appartenenza. Così lo stadio si riempie solo per le grandi occasioni o per le gare di Serie A contro le big, anzi le strisciate…

A parte ovvie eccezioni, ormai più che di tifosi si può parlare di simpatizzanti: una tifoseria da salotto incapace di tenere una linea comune e difficile da riunire in nome dell’amore per i colori e la maglia. Potremmo dire faccioli all’arancio, altro che ghiaccioli. Per i non palermitani, il termine facciolo è un classico intraducibile: opportunista, ipocrita, banderuola, nessun termine italiano forse rende l’idea. Ma tra palermitani ci capiamo bene. Sugli spalti poca gente, pochissima alla prima uscita del 2019 a closing effettuato. Eppure sui social network e in giro per la città si legge e si sente ben altro: stando ai rumors della vigilia, contro la Salernitana avremmo dovuto vedere spalti pieni e clima caldissimo. La realtà ha riservato il consueto triste spettacolo o poco più, con soli 6674 spettatori. Tutti a casa a cominciare dai faccioli, che poi tante volte sono gli stessi che pretendono senza mai dare qualcosa.

Info sull'autore

Alessandro Rubino

Alessandro Rubino

Direttore di RetePalermo.it, ha condotto le trasmissioni tv "Palla al centro" e "Mixed zone" su CTS 90 e attualmente partecipa alle trasmissioni radiofoniche sportive di Radio Time. Corrispondente da Palermo per la redazione di SiciliaToday, in passato ha lavorato tra gli altri con Mediagol e Reterete24 ed ha diretto per un anno Sportsbook24 sul circuito nazionale Tuttomercatoweb.