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Ti tolgo il like, la minaccia social che non ci tocca… anzi, ridiamo

“Giornalista terrorista, ti tolgo il like!”, per mezza notizia peraltro riportata da una fonte terza e per giunta nazionale. Seguita da successiva smentita, sia nostra che della fonte originaria. E giù con gli insulti e le “minacce” di non seguire più le pagine social della testata, con accuse di fare clickbaiting. Sorridiamo, cari amici. Qui in redazione sorridiamo… perché il tutto non ci tocca più di tanto, ma ne parliamo giusto per dare un’unica risposta anziché stare a fare commenti nei vari post piuttosto che lavorare. Sorridiamo, perché tutto questo non ci appartiene. Partiamo dal clickbait, che si avvale dei titoloni accattivanti e sensazionalisti che incitano a cliccare link di carattere falso oppure truffaldino: quale sarebbe il nostro scopo, vedete della pubblicità sul nostro magazine? Forse siete rimasti alla favoletta di fine anni ’90 dei guadagni con le pubblicità online, che può essere valida – chissà – per i grandi siti da milioni di visualizzazioni al giorno. Non migliaia, milioni. Qui non ci sono questi numeri, né entra un centesimo: ci dispiace deludervi, rivolgete le vostre accuse altrove se volete… Gli insulti? Sappiamo che fanno parte del gioco dei social (occhio però, Facebook non è zona franca), ma almeno abbiate la decenza di metterci la faccia senza nascondervi dietro account anonimi o peggio fake. Le minacce le ho tenute per ultime: viviamo nel tempo del “ti tolgo l’amicizia” e “ti tolgo il like”, azioni che per alcune persone rivestono grande importanza. Gente che litiga, per un’amicizia o un mi piace. Che tristezza. Ma noi qui sorridiamo comunque, perché la realtà non si misura con i like. Anzi, visto come funzionano i social, non avere followers occasionali e ridurre la fanbase risulta spesso salutare. Qui non si tratta di giocare a chi ce l’ha più grossa (la base dei followers), questo genere di minaccia non ci tocca per niente. Tra parentesi, il nostro lavoro parla per noi: non siamo esperti di copia e incolla, non dividiamo le interviste in 14mila micro lanci (è così da quattro anni, cioè da quando esistiamo) e non cerchiamo lo scoop, selezioniamo i contenuti senza dare spazio a qualunque cosa anche da fonti improbabili pur di fare volume, produciamo contenuti nostri originali (senza andare lontano, tutti gli approfondimenti esclusivi sulla nuova società fatti a dicembre) e facciamo commenti che vanno oltre le notizie proponendo temi di seconda lettura e riflessioni. La redazione del nostro magazine ormai è composta soltanto da giornalisti iscritti all’Ordine e di comprovate capacità, dopo la decisione di non far fare più praticantato a ragazzi alle prime armi. Ah… non facciamo terrorismo e titoloni allarmanti, dimenticavo. Ci volete ancora togliere i like dalle pagine social? Fatelo pure, se lo ritenete opportuno.

Info sull'autore

Alessandro Rubino

Alessandro Rubino

Direttore di RetePalermo.it, ha condotto le trasmissioni tv "Palla al centro" e "Mixed zone" su CTS 90 e attualmente partecipa alle trasmissioni radiofoniche sportive di Radio Time. Corrispondente da Palermo per la redazione di SiciliaToday, in passato ha lavorato tra gli altri con Mediagol e Reterete24 ed ha diretto per un anno Sportsbook24 sul circuito nazionale Tuttomercatoweb.

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