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Non erano solo inglesi, caos per intoppi economici: i retroscena

C’erano inglesi e inglesi, ma non solo loro…
Nelle scorse settimane, nei mesi scorsi, si è sempre parlato genericamente “degli inglesi” (ormai ex proprietari del Palermo) come un corpo unico: sbagliato, dal momento che convivevano due se non tre anime differenti in quell’affare british che tutto è stato meno che un affare vero e proprio. Già in partenza si parlò, anche tramite i comunicati ufficiali, di Sport Capital Group e Global Futures come partners nell’acquisizione della società da Zamparini: da una parte, dunque, l’anima finanziaria della cordata mista (a trazione anglomaltese, visto il coinvolgimento indiretto di Abalone tramite la Eight Capital), dall’altra quella che si sarebbe dovuta occupare dell’ambito sportivo. In mezzo, l’italiano e in ultima analisi vero unico punto di riferimento per tutti: quel Facile che fungeva da punto di contatto e tramite fra la sponda inglese e quella maltese. Richardson-Facile, due nomi che qui certamente non ricorderemo con piacere: il primo, molto discutibile e a tratti decisamente improvvisato, il secondo fin troppo abile nel dire e non dire provando a tessere la tela nell’ombra tra mezze verità e bugie più o meno importanti raccontate ora a questa ora a quella parte coinvolta nelle vicende rosanero.

L’intoppo economico portò al definitivo caos…
Un’operazione se vogliamo costruita bene dalla regia occulta che cronache alla mano portava a quel Coen già noto per un passato non esattamente limpido: una struttura credibile, almeno nelle battute iniziali, che ha poi pagato due cose essenzialmente. La fretta dovuta alla necessaria uscita di scena di Zamparini, che avrebbe voluto evitare gli arresti non risultando più collegato al club, e la mancanza improvvisa di un supporto certo a livello economico. White, Treacy e la stessa Abalone, ad un certo punto si sono ritrovati a non essere pronti per sostenere una situazione difficile e più grande di loro, sul piano finanziario. A sostenere il tutto, nelle previsioni, doveva essere un prestito sotto forma di indebitamento con obbligazioni e bond: la Pairstech Capital, però, ha sentito puzza di bruciato e si è chiamata fuori come aveva già fatto lo stesso Ponte. Non scendiamo nei dettagli, questi aspetti sono già stati approfonditi dai diretti interessati, ma di certo mentre Richardson si rendeva ridicolo con i suoi annunci social con tanto di nomina di Holdsworth come ds dell’intero gruppo (utilizzando pure il logo della società capogruppo) l’altra parte della cordata si è venuta a trovare in grosse difficoltà. Da qui il definitivo caos, per qualche settimana ben nascosto anche grazie agli annunci in borsa…

Cambio di programma, Piano B d’emergenza…
Le comunicazioni al NEX – tramite il regulatory news service – e i comunicati stampa di Facile sul sito ufficiale del Palermo hanno portato a galla il Piano B (tuttavia senza che il Piano A, chiamiamolo così per comodità, fosse stato prima rivelato): a sottoscrivere il piano di aumento di capitale – tramite il prestito obbligazionario – e a fornire un finanziamento ulteriore sotto forma di indebitamento sono state designate ad un certo punto entità nuove quali VAD Option 1 ed Epsion Capital limited. E se la prima portava, stringi stringi, a White e Abalone (inizialmente con Teodori) ed al fondo Value Add di Cosmos Sicav plc della maltese Abalone (VAD sta proprio per Value Added), quella Epsion di Treacy ci portava un po’ a Londra e un po’ in Italia ma senza fare chissà quali giri conduceva grossomodo agli stessi protagonisti di sempre: le sedi operative di Londra e Milano, praticamente, sono le stesse della londinese Eight Capital di White-Treacy e della milanese Advam Partners sgr di Facile (società che tra l’altro gestisce uno dei vari fondi della Abalone). Insomma, i soldi avrebbero dovuto procurarli loro e occorreva trovare una soluzione: di fatto, però, il piano finanziario se fosse andato in porto avrebbe portato eventualmente al solo pareggio di bilancio entro giugno con cancellazione dei debiti e futura rivendita della società già prevista per l’estate. Obiettivo plusvalenza con la compravendita del club.

Il retroscena, percorso fino ai fondi offshore…
Dicevamo di Epsion Capital e delle sedi coincidenti (Staple Inn 11 e Via Canova 19, rispettivamente a Londra e a Milano, tutto facilmente verificabile), però non abbiamo ancora finito: la Epsion sarebbe stata la “banca” designata come lead arranger – lo dicono i comunicati in borsa, era prevista pure la riunione degli azionisti della Sport Capital per dare l’ok al piano di finanziamento illustrato in uno dei tanti comunicati – e in buona sostanza avrebbe agito soltanto in qualità di appointed representative della Vicarage Capital limited. L’ok per abilitare Treacy ad agire per conto della Vicarage è arrivato soltanto lo scorso 9 gennaio, il giorno dopo sarebbe arrivato anche quello per uno spagnolo di nome Luis Brime Berdugo già noto allo stesso Treacy dai tempi della ZAI Corporate Finance limited (la cui sede legale si trova presso la New Liverpool House, dove si tenne l’assemblea del 2 gennaio dell’ex Pelican House Mining che diventò Sport Capital Group). E con l’ispanico arriviamo, per vie traverse e con un giro che richiederebbe un lungo trattato a parte, alla più che probabile fonte di quei soldi che sarebbero dovuti transitare dentro la Epsion stessa per conto della quale può operare proprio Brime. Già, il 7 febbraio questo nuovo personaggio – mai venuto alla luce, ma scoperto dalle nostre indagini – ha avuto il mandato per agire anche per conto di una delle controllate della Magellan Financial con sede alle Bahamas (e operante tra Regno Unito, le stesse Bahamas e le Cayman). Proprio da uno dei fondi offshore della Magellan registrato alle Cayman sarebbe potuto e dovuto arrivare il sostegno ad una operazione oggi ufficialmente stoppata e smontata come da comunicazioni al NEX di Londra…

Info sull'autore

Alessandro Rubino

Alessandro Rubino

Direttore di RetePalermo.it, ha condotto le trasmissioni tv "Palla al centro" e "Mixed zone" su CTS 90 e attualmente partecipa alle trasmissioni radiofoniche sportive di Radio Time. Corrispondente da Palermo per la redazione di SiciliaToday, in passato ha lavorato tra gli altri con Mediagol e Reterete24 ed ha diretto per un anno Sportsbook24 sul circuito nazionale Tuttomercatoweb.