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Il “Palermo-Penelope” aspetta il Lecce: non disfare la tela per la A

Come Penelope, che disfava di notte la tela che tesseva di giorno, così il Palermo di questo 2019 si premura di mettere in discussione una settimana sì e una no le cose buone che mostra sul campo.

L’accorato sfogo di Bellusci (uno sprazzo di inconsueta spontaneità in un mondo del calcio fatto di dichiarazioni sempre tutte uguali e conferenze stampa pressochè inutili) dopo la gara contro la Salernitana sembrava aver prodotto una sorta di elettrochoc sia nello spogliatoio che tra i tifosi, provocando la splendida dimostrazione di entusiasmo vista contro il Brescia e la prestazione gagliarda ed orgogliosa della squadra: il ritorno ad uno stadio quasi pieno e ad un entusiasmo il cui ricordo si era perso nel tempo.

Non vogliamo credere che l’effetto di quello sfogo si sia esaurito così presto, nè vogliamo pensare che la palombella avvelenata di Tremolada abbia spento da sola l’entusiasmo di giocatori e tifosi. Noi non vogliamo crederlo, ma i fatti dicono che la prestazione di Crotone è apparsa in totale controtendenza rispetto a quella sfoderata contro i ragazzi di Corini, e se mettiamo questo fatto accanto alla ritrovata (momentanea) serenità dopo il provvidenziale e benedetto intervento di Dario Mirri in soccorso delle casse rosanero, è evidente che i conti (quelli calcistici stavolta!) non tornano.

Insomma il Palermo cammina a spinta, mentre le avversarie dirette hanno invece messo a punto i motori e accelerano senza pietà. Tra loro il Lecce, squadra dal passato illustre e legata al Palermo da una vecchia e consolidata amicizia culminata con un gemellaggio storico tra le tifoserie. In questi casi si parla in modo trito e ritrito di “partita decisiva”, di “scontro diretto”, di “snodo decisivo del campionato” e chi più luoghi comuni ha più ne metta.

Non stiamo minimamente sottovalutando l’importanza della gara, ma ci piacerebbe che oltre a buttarsi alle spalle l’orrida prestazione dell’Ezio Scida, Stellone e i suoi ragazzi fugassero i nostri dubbi sulla loro ritrovata serenità. Le vicende societarie sono oscure e complesse e i tifosi possono solo assistere impotenti e leggere avidamente ogni novità all’orizzonte, ma almeno sul campo vorrebbero essere “confortati” dai loro beniamini, ritrovando risultati e soprattutto continuità.

Intanto una nuova tessera si è aggiunta al mosaico rosa: quel Gunnarsson che già da oltre un mese era aggregato al gruppo e che si è meritato l’ingaggio grazie al suo impegno e alla sua voglia di guadagnarsi una chance in una squadra nella quale, evidentemente, lui crede molto. Arriva a puntellare un reparto che prima della pausa invernale sembrava una fortezza e che ora si è improvvisamente trasformato in una forma di emmental: l’auspicio, per noi e per lui, è che ci abbia visto giusto.

Info sull'autore

Giuseppe D'Agostino

Giuseppe D'Agostino

Giuseppe D’Agostino, classe 1966, nato a Roma ma palermitano d'adozione, svolge parallelamente da oltre vent’anni le attività di docente e di giornalista sportivo. Muove i primi passi a Radio Studio 104. Nel 2000 diventa giornalista pubblicista e radiocronista delle partite del Palermo per Radio Giornale di Sicilia. Nel 2016 passa a Radio Action e nel 2017 approda a Radio Time. Nel 2013 ha scritto il libro “La mia voce rosanero”.