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Sospiro di sollievo, la Cassazione dice no al sequestro di 50 milioni

Sospiro di sollievo per il Palermo. La Cassazione ha ritenuto inammissibili i ricorsi presentati dalla Procura relativi al sequestro di 50 milioni di euro dalla casse societarie.

La terza sezione penale della Suprema Corte ha accolto le tesi della difesa, rappresentata dagli avvocati Gattuso e Marzaduri, che aveva chiesto l’inammissibilità o il rigetto dei ricorsi presentati dai pm. Già nel giorno dell’udienza, tenuta nella mattinata di giovedì, il procuratore generale aveva chiesto il rigetto, in linea con quanto deciso lo scorso 25 gennaio, quando venne respinto il ricorso per il sequestro di circa 1,2 milioni di euro. La sentenza chiude una questione che ha tenuto in bilico il futuro stesso del club di viale del Fante. Lo scorso 25 gennaio erano stati respinti tre ricorsi presentati dalla Procura, relativi al dissequestro per circa un milione di euro dalle casse societarie, al sequestro di 100 mila euro in azioni di proprietà di Zamparini e all’esclusione del reato di autoriciclaggio nei riguardi dell’imprenditore friulano. Nella stessa sede i giudici hanno rigettato il ricorso dei legali di Zamparini in merito al provvedimento del Riesame, che ha disposto per l’ex patron rosanero la misura cautelare degli arresti domiciliari. Arresti divenuti esecutivi solo dopo il verdetto della Cassazione, che ha confermato quanto disposto dal Riesame per il rischio di reiterazione del reato.

Con questa ultima decisione del tribunale sul mancato sequestro dei 50 milioni di euro il Palermo può dormire sonni tranquilli e adesso il futuro dipende solo dalla cessione del club.

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Redazione RPA

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