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Futuro Palermo, Mirri-Sagramola e la proposta del “Modello Lodigiani”

In questi giorni si parla, complice la candidatura di Mirri e Sagramola per ottenere il titolo sportivo che – purtroppo – la U.S. Città di Palermo sembra ormai destinata a perdere tra qualche giorno, del cosiddetto “Modello Lodigiani” come riferimento per eventualmente ripartire dalla Serie D. Dunque, proviamo ad approfondire l’argomento: si tratta dell’impostazione di quella che è stata in passato la terza squadra di Roma, nata negli anni ’70 originariamente come squadra aziendale della Lodigiani Costruzioni (uno dei colossi edilizi dell’epoca). Una squadra che ha scoperto talenti come David Di Michele e Luca Toni, ben noti anche a Palermo. Il cosiddetto modello nacque negli anni ’80 proprio con un giovane Sagramola in dirigenza, con la squadra che intanto era via via divenuta sempre più indipendente dalla sua azienda: la Lodigiani, pensando anche al futuro, cominciò ad adottare una politica calcistica fino ad allora raramente attuata in Italia e divenuta nel tempo un’esigenza (ormai diventata una consuetudine per certi versi scontata) in molti casi di società impropriamente dette minori. L’idea, che oggi può sembrare banale, fu quella di lanciare i giovani del proprio vivaio (o di altre squadre, ma senza esperienze professionistiche) direttamente in prima squadra, circondati da un gruppo di giocatori esperti e “di categoria”. Il settore giovanile della società venne visto quindi come trampolino di lancio importante, tanto che persino un giovanissimo Totti prima di andare alla Roma ha indossato la maglia della Lodigiani (nelle categorie Esordienti e Giovanissimi). La continua crescita del vivaio fu vitale per la Lodigiani, che con il passare degli anni si è imposta come esempio virtuoso di gestione trasparente e modello di economica calcistica, con tanti giovani fatti crescere e diventati presto buoni anche da rivendere sul mercato. L’intento del club, tra l’altro, era quello di lanciare le giovani promesse verso un futuro in Serie A o in Serie B. Così, a partire dal 1983, la felice intuizione del presidente Malvicini e del vice Sagramola diede il via al “Modello Lodigiani” che oggi è alla base dell’organizzazione di parecchie società professionistiche. A questo punto Sagramola, con Mirri, potrebbe riproporre quel modello qualora ovviamente i due riuscissero a venire in possesso del titolo sportivo del Palermo per rilanciare il calcio in città dando ampio spazio ai giovani siciliani.

Info sull'autore

Alessandro Rubino

Alessandro Rubino

Direttore di RetePalermo.it, ha condotto le trasmissioni tv "Palla al centro" e "Mixed zone" su CTS 90 e attualmente partecipa alle trasmissioni radiofoniche sportive di Radio Time. Corrispondente da Palermo per la redazione di SiciliaToday, in passato ha lavorato tra gli altri con Mediagol e Reterete24 ed ha diretto per un anno Sportsbook24 sul circuito nazionale Tuttomercatoweb.